datare il militare

http://www.firebasenam.com/dating.htm

What Katie Did: the shop!

Come avevo preannunciato, a Londra ho finalmente comprato il mio primo bullet bra, naturalmente da What Katie Did!

E’ stato difficile trovare la giusta taglia, perchè son molto diversi dai normali reggiseni: ne ho provati 4 o 5 ed alla fine ho preso la 36D (normalmente indosso la 38B! A proposito ringrazio le due commesse del negozio per la loro gentilezza e pazienza!).

Ho anche comprato i cuscinetti che vanno dentro le coppe per riempire meglio la punta!

Oltre a quello, ho anche preso due paia di reggicalze-stringivita: uno un po’ più alto (waist chincher) e un altro più bassino (waspie). Ora non devo far altro che andare al centro a comprare delle belle calze da reggicalze: ne ho viste di belle in una vetrina di Via di Ripetta.

Ed eccomi che esco fuori dal negozio con i miei acquisti in una bella borsa in tessuto…e ho anche un buono sconto del 10% da spendere per il prossimo acquisto!

As I said, I finally bought my first bullet bra last week in London, at What Katie Did shop! It was difficult to find the right size becouse those bras fit in a very different way compared to normal bras, so I tryed 4 or 5 of them until I found the perfect one (regarding this I want to thank the two girls of the shop, so kind and patient). At the end I bought a 36D, while normally my size is 38B ! I also bought the pads which fill the pointy part of the bra.

Moreover I took a waist chincher and a waspie, both with suspenders. Now I have to buy seamed stockings. I saw beautyful one in a shop in Roma, in Via di Ripetta.

They gave me also a nice cotton shopper bag and a 10% discount on next purchase!

See you soon,
alla prossima,
swing bunny.

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Late 30′s fashion

Visto che a Roma si stanno cominciando a vedere eventi con dress code a tema, ne approfitto per dare un po’ di informazioni sulla moda dei vari periodi storici che mi interessano, e lo faccio con un catalogo alla mano: “Fashionable Clothing from the sears catalogs – late 1930′s”.

Gli anni ’30 in America, sono quelli della Grande Depressione! La disoccupazione dilaga e lo stipendio medio di un impiegato si aggira sui 1.400 dollari l’anno. Il sogno americano si è trasormato in un incubo e si fa quel che si può per tener alto il morale, come danzare al suono della musica delle grandi orchestre, per evadere dalla quotidianità!

Il catalogo sears dell’autunno del 1930 già ammoniva dalle prime pagine: “Lo spirito di oggi è la parsimonia, spendere sconsideratamente è una cosa che appartiene al passato”.
E visto che la moda proveninete da Parigi era una cosa che solo i ricchissimi possono permettersi, cominciano ad affermarsi molti stilisti americani.

A dettare le tendenze della moda del tempo sono attrici come Greta Garbo e Bette Davis, bellissime, austere ed eleganti.

Le zip sostituiscono i bottoni, troppo cari, e le lunghezze dei vestiti variano a seconda dell’orario: a metà polpaccio per il giorno e lunghi per la sera. Lo stile da maschietto degli anni ’20, viene totalmente abbandonato in favore di uno più femminile: il punto vita dei vestiti torna ad essere posizionato laddove è il punto vita naturale della donna, e la scollatura si abbassa e viene spesso sottolineata da inserti e pannelli di tessuto a contrasto.
Le spalle si allargano e vengono accentuate da spalline imbottite o maniche a palloncino. Le gonne sono ampie, a formare morbide pieghe, mentre gli abiti da sera hanno un lungo strascico, che li rende più formali. Anche le pellicce sono molto di moda nell’abbigliamento serale, ma l’accessiorio immancabile è il cappellino, indossato facendolo scivolare da un lato della testa.

Per quanto riguarda gli uomini, la formalità viene abbandonata per far posto ad uno stile più comodo: i pantaloni sono a vita alta con la cintura ampia, e il gilet del completo viene sostituito dal gilet in maglia.
I vestiti a doppio petto, come i Windsor o i Kent, divennero molto popolari, grazie anche ad attori come Clark Gable, Cary Grant e Fred Astaire, che li indossano sul grande schermo.

Molto di moda sono anche il cosiddetto “Palm Beach Suit”, e lo “Zoot Suit”, quello dei gangster per intenderci, con le spalle molto ampie e la vita stretta e cravatte vistose e colorate a complemento!

Qualsiasi fosse il completo scelto, però, non mancava mai il cappello, magari un bel Fedora!

Le casalinghe degli anni ’30, rattoppavano e rammendavano i vestiti prima di sostituirli, e sul mercato vengono introdotti tessuti leggeri, e di facile manutenzione, naturalmente più economici!
Il cotone è usato quasi esclusivamente per i vestiti da lavoro, e gli stilisti cominciano ad utilizzare nuovi materiali come il rayon, semplice da usare, economico, ma con caratteristiche che lo portavano a somigliare molto alla più pregiata seta!

Ma come accade spesso durante le epoche caratterizzate da gravi difficoltà economiche, gli anni ’30 portarono in America anche grossi cambiamenti socio-culturali. Le donne, infatti, per far quadrare il bilancio familiare, sono costrette ad uscire dal loro ruolo di casalinghe e trovare un lavoro al di fuori delle mura domestiche, guadagnando così, in parte, la propria emancipazione sociale! Il lavoro, inoltre, le porta ad indossare capi più pratici, come i pantaloni, prima riservati quasi esclusivamente agli uomini.

Questo periodo è anche conosciuto come un periodo di grandi cambiamenti per i diritti dei neri americani, visto anche l’impegno della first lady Eleonor Roosvelt sulla questione.

Alla prossima,
swing bunny.

Scarpe invernali e abbigliamento da neve

Nel negozio di scarpe online Miss L-Fire, ho comprato, in saldo (le puntavo dall’anno scorso :-) !), delle scarpe invernali molto belle, le Lauren color camoscio.

Credo stiano bene sia con la gonna (me lo conferma una blogger svedese in un commento che mi ha inviato oggi sul post precedente), che con i pantaloni, ma non pantaloni qualsiasi, bensì un modello con il fondo stretto, gli stessi che, negli anni ’40, erano popolari come abbigliamento da neve.

E quindi, visto che parliamo di neve e sci, ecco un po’ di storia riguardante gli albori di questo sport, declinata naturalmente al femminile.

Lo sci come sport divenne molto popolare negli anni ’20. Le prime donne che si cimentarono in quella attività, indossavano gonne pantaloni o dei pantaloncini sotto una gonna. Verso la fine del decennio, dopo che lo sci divenne disciplina olimpica, le donne cominciarono ad indossare gli stessi pantaloni che indossavano gli uomini. Questi erano infilati nello scarponcino e assicurati al piede con delle ghette. Il tutto era indossato con un giubotto lungo in tinta.

Negli anni ’30, l’abbigliamento da sci femminile era alla moda, ma funzionale. Verso la metà del decennio, vista l’introduzione di nuovi tessuti elastici, vennero aggiunte delle strisce di materiale estensibile, sia sui polsini delle giacche, che sugli orli dei pantaloni. Scoppiò inoltre la moda del bicolore e così, il pezzo sopra e quello sotto, cominciarono ad essere di colori diversi, o con strisce e decorazioni a contrasto. La maggior parte dell’abbigliamento di sci dell’epoca era realizzato in tessuti di lana pesante, foderati di flanella di cotone.

Uno cosa interessante dei tardi anni ’30 fu il lancio della gonna da sci, stranop soprattutto perchè ormai le donne si erano impadronite tranquillamente di quello che prima era considerato solamente un pezzo di abbigliamento maschile. Ovviamente questo capo era solo per le più esperte, ed anzi, sui campi da sci più difficili era come un segno di riconoscimento delle sciatrici provette!!

Nei primi anni ’40, l’abbigliamento da sci divenne molto più essenziale a causa del razionamento di tessuti dovuto alla Seconda Guerra Mondiale. Questo trend continuò anche verso la fine del decennio, quando i pantaloni da sci, ora realizzati in gabardine di lana, divennero più sottili e spesso chiusi da una zip sulla parte inferiore della gamba, per facilitare i movimenti nella discesa.  L’abbigliamento da sci in gabardine erano spesso in due tonalità di colore, e il giacchetto era solitamente reversibile con un lato dello stesso colore del pantalone e l’altro a contrasto.  I colori utilizzati per dalla fine degli anni ’30 a tutti gli ani ’40 erano generalmente sobri, dal marrone al grigio, al blu scuro, ma erano accentati da colori più brillanti come il giallo, l’arancio o il rosso.

Certo, non c’è che dire, la donna era sempre elegante e femminile, anche in tenuta da sci a quell’epoca!!

Notate il dettaglio della cinta o del cappuccio, sempre molto glamour!

 Dopo la guerra lo sci divenne sempre più popolare. Nel 1949 la casa di abbigliamento sportivo austriaca di Claus Obermeyer introdusse un parka trapuntato con uno strato isolante. La lana non era più indispensabile, perchè lo strato esterno era ora fatto di un nuovo materiale che si asciugava molto più rapidamente: il nylon!

Bè, non trovate che i pantaloni da sci anni ’40 siano perfetti con le mie nuove scarpe??

Fonte (in english): The Vintage Traveler.

Alla prossima,
swing bunny.

 

Gipsy Top

…vogliamo levarci da davanti agli occhi questa immagine dei bikini? E’ ora no :-D ??

E allora parliamo dei miei progetti di cucito che proseguono con successo.
Da prima dell’estate sto realizzando alcuni lavori, come camicette e fascette per capelli abbinate. Per iniziare ho scelto delle camicie gipsy (o peasant shirt) di ispirazione anni ’40, che sono abbastanza semplici, ma di grande impatto, per quanto mi riguarda.

La peasant shirt la si ritrova sia indosso alle dive dell’epoca, che immortalata dagli illustratori di pinup dell’epoca, come il famosissimo Gil Elvgren.

Semplici o più lavorate, con pizzi e nastrini, come questa indossata da Olivia de Havillan.

E abbinate a jeans, pantaloni, gonne ampie o a tubino.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti! Io ho deciso di fare un modello molto semplice, con un minimo di decorazione, fatto con un merletto o una serpentina.

Qui c’è la mia amica Totora che indossa la mia camicetta, personalizzata secondo i suoi gusti! Lei l’ha abbinata ad un pantalone capri e dei bei sandali con il tacco e la mia fascetta!

Alla prossima,
swing bunny.

Bikini e Turbanti

Cercavo un bikini per questa estate, ed ho preso il catalogo Moda Mare 2012 di Golden Point. Il più interessante è questo, anche se non ha spalline e c’è solo in bianco :( !

Sfogliandolo, però, mi è subito saltata agli occhi un’altra cosa: quest’estate andranno di moda foulard e turbanti!

In stile abbastanza anni ’60 in realtà, ma è comunque un passo avanti :) !

La mia ricerca per il bikini perfetto, comunque, continua…

Alla prossima,
bunny chan.

 

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Una nuova alleata nel makeup anni ’50!

Pigrizia, eh già, si chiama così quella cosa che mi ha tenuta lontana dal mio swing-blog in questi ultimi tempi!
I motivi per aggiornarlo ci sono, anzi, son molti di più di quello che si possa pensare, ma poi passa il tempo ed io non sono stata abbastanza veloce, così le cose passano…passano come è passato il corso di makeup anni ’50, che ho organizzato insieme ad Alessandra e che si è svolyto un paio di domeniche fa, durante il mercatino al Circolo degli Artisti. Io ne son stata davvero entusiasta, perchè lei è stata davvero, davvero brava e professionale, al punto tale che ci hanno subito chiesto di replicare e così faremo: il 10 giugno, con un trucco anni ’40, ma vi darò più informazioni quando usciranno i particolari!

Riguardo all’evento passato posso solo dire che le ragazze, che si sono cimentate nella trasformazione in “Diva anni ’50″, sono state davvero brave, e mi è parso che fossero tutte entusiaste di quanto appreso!

Questa è Alessandra che aiuta una delle ragazze, Micaela.

Non vedo l’ora di replicare!!

Alla prossima,
swing bunny.

Pezzi di cuore

Non pensavo che le head tie avrebbero riscosso un successo così immediato! Sono proprio felice!

Sarà che mi piacciono davvero molto, sarà che le ho fatte io con le mie mani, sarà la cura, il tempo e la passione che ci ho messo nel confezionare ogni singola fascetta (e quanti buchi nei polpastrelli, anche!!), sarà che ognuna è un pezzo unico…bè mi ci sono così affezionata che, nonostante sia soddisfatta della loro crescente popolarità, ogni volta che ne prendono una, si portano via anche un pezzettino del mio cuore.

E allora me ne sono presa una anche io, come fare a resistere? Non l’ho scelta io, ma è lei che ha scelto me…rossa, morbida: era perfetta per quel giorno, e me la son subito messa in testa!!!

Bella vero? Continuo a cucire quindi, nonostante i miei nonni si facciano sempre grasse risate per come tengo l’ago e il ditale :) !!

Per ora ci sono due modelli di head tie: quello con un mezzo fiocco singolo e quello con due mezzi fiocchetti più piccoli, come questo.

Son proprio orgogliosa di queste creazioni, e sono contenta che anche le mie amiche appoggino e approvino questo mio progetto e che mi sostengano in questa che all’inizio poteva sembrare solo una folle idea!!

I didn’t think that the head ties would have meet with so much and immediate success! I’m so happy about it!

I don’t know if it’s because I like them a loto indeed, or because I did them with my hands with passion and care, spending a lot of time on each one and having also my finger tips pricked a lot during the making :) , or again because each one is one of a kind…by the way I grew found of them and, although I’m very happy with the popularity they’re gaining, every time someone takes one, they take a piece of my heart too.

So I had to choose one for me too: red, soft, perfect for me!!

Now I’m continuing to sew, and make my grandparents lough about me and how I handle the needle and the thimble ;) ! Now I’m producing two different model of head ties: one with just a big half bow, and the other with two little half bows as in te picture above.

I’m very proud of my creations and I’m also happy that my friends support me with this project, which was just a crazy idea in the beginning!!

See you soon,
Alla prossima,
swng bunny.

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Head Tie

E’ un bel po’ di tempo che non aggiorno il blog per una serie infinita di motivi, ma ora ho trovato una buona ragione per scrivere: la nascita di un nuovo progetto di cucito e creatività, che vede accanto me, mia zia e una montagna di cravatte vintage!!!

Zia ne ha infatti “ereditate” tantissime, e non sapendo cosa farci mi ha chiesto aiuto.
Dopo aver vagliato una quantità di possibili opzioni, grazie anche al consiglio di un amico, ho avuto l’illuminazione e mi è venuto in mente come poterle utilizzare.

L’idea è stata poi affinata insieme e, sperimentando varie alternative, alla fine ne è venuta fuori una cosa molto carina ed originale, o almeno così ci è sembrato!

Ecco una delle nostre creazioni, che, naturalmente, sono tutte diverse una dall’altra, in quanto realizzate partendo da cravatte vintage.

Lately I was busy in a new project. My aunt found a lot of vintage necktie and she asked me to help her figure out what to do with them. After a little thinking I came out (with a little help from a friend of mine) with the idea of making head scarf out of them! And in the picture you can see the result!!

I liked them very much: they have a retro flavour and they are also all different from each other as made from vintage necktie!

If you like you can buy them, just ask!!!!

See you soon,
alla prossima,
swing bunny.

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Braccialetti di celluloide

Visto che continua il mese senza spendere, mi consolo con i miei vecchi acquisti, come questi due bracciali di celluloide del periodo Art Decò.

Questo ho quasi rischiato di bruciarlo la prima volta che l’ho indossato, perchè, dimenticando completamente la sua infiamabilità, ho cominciato a cucinare mentre lo portavo ancora al polso! Per fortuna che non è successo :-) !!

Questo invece, sempre dello steso periodo, ma un po’ più consistente, ancora non ho avuto modo di indossarlo.

As I’m continuing my “no spender bender” month, I’m enjoying my old purchases as these two gorgeous art deco period celluloid bangles!

See you soon,
alla prossima,
swing bunny.

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