Taxi Dancers

Tramite una puntata di Cold Case (Serie 5 episodio 7)  ho appreso dell’esistenza, negli anni ’20 e ’30, di sale da ballo in cui gli uomini pagavano per danzare con delle ragazze: l’era era quella dello swing e queste ragazze erano note col nome di taxi dancers, perchè venivano affittate proprio come un taxi!

Altri nomi con i quali erano conosciute erano dime-a-dance girls (perchè ogni ballo costava 10 centesimi), e nickel hoppers (perchè la loro commissione era di 5 centesimi su quei 10 pagati dal cliente).

Per i locali che le assumevano e che avevano tutti i permessi necessari, le ragazze erano segnate come ballerine. Per alcune di loro era un secondo lavoro serale, fatto per arrotondare il proprio stipendio di segretaria, per esempio.
E in effetti la cosa era ben remunerata: con questo sistema, lavorando qualche ora ogni sera, alcune ballerine in affitto guadagnavano il doppio o il triplo del salario di una donna che lavorava in una fabbrica.

A quei tempi ballare era molto di moda e in quasi tutte le città americane c’erano sale da ballo, dove le persone potevano andare con gli amici, socializzare con altra gente e ballare a ritmo della musica suonata da un’orchestra dal vivo.
In questi locali erano ammessi sia donne che uomini, mentre nelle Taxi-dance Hall le cose erano differenti: le uniche donne che potevano entrare erano le impiegate della sala.

In genere erano ragazze carine e spigliate, e gli uomini che frequentavano la sala da ballo, pagavano per avere il privilegio di ballare con loro.

Le taxi halls erano molto popolari all’epoca: i clienti compravano un certo numero di biglietti, ognuno dava diritto ad un ballo, della durata di una canzone, con una delle ragazze presenti in sala, che conservava il ticket per poi riscuotere la sua parte di denaro.

Non bisogna pensare però che, ai tempi, il lavoro delle taxi dancers fosse considerato come una professione rispettabile per le ragazze. Molte ballerine a pagamento tenevano nascosta la loro attività serale a parenti e amici, visto che spesso questa professione era scambiata con la prostituzione.

Anche la polizia cominciò a preoccuparsi del fenomeno e alcune città promulgarono leggi che richiedessero la presenza di un poliziotto o di un assistente sociale in sala, che vigilasse sul regolare svolgimento delle serate da ballo, oppure proibivano alle ballerine di incontrare i propri clienti fuori dal locale.

Certo era anche possibile che alcune tra le taxi dancers finissero con il considerare la prostituzione come il passo successivo e la fonte di ulteriori guadagni facili, d’altronde anche molti uomini che frequentavano queste sale da ballo erano probabilmente persone sole, che avrebbero approfittato volentieri delle avance di una ragazza, ma non è di questi risvolti che ho voglia di parlare in questo articolo…

Comunque dopo la Seconda Guerra Mondiale, la popolarità dei Taxi Dancing diminuì, e la maggior parte di questi chiuse i battenti.

I was watching an episode of Cold Case on tv (season 5 episode 7) and I learnt about this ball rooms during 20′s-30′s where male dancers paid to dance with the girls working as dancers: it was the swing era and these girls were known as taxi dancers, as they were rented just like taxies!

Other names was dime-a-dance girls (because each dance cost a dime), and nickel hoppers (because out of that dime, the girl usually got to keep five cents).

In Taxi-dance halls that had all the necessary business permits, their occupation was referred to as “dancer”. Among them there were also some professional secretaries who did moonlighting to earn more money.
And this job was gainful indeed: working only a handful of hours an evening, frequently made two to three times the salary of a woman who might work in a factory or a store.

In those days, dancing was tremendously popular and all large American cities had public ballrooms, where people could hang out with their friends, meet new ones, and dance the evening away to a live jazz band.
These public ballrooms admitted both men and women. Taxi-dance halls, though, were very different: the only women allowed were employees hired by the hall.

The taxi dancers was pretty and breezy and men paid just to have the privilege to dance with them.

Taxi-dance halls were very popular: customers buy a certain numer of tickets for 10 cents each.  When a patron presented a ticket to a taxi dancer, she would dance with him for the length of a single song. The taxi dancers kept the ticket to collect their commissions at the end of the evening.

But this was absolutely considered not a respectable job. Most people assumed taxi dancers were prostitutes, and they, afraid of being disgraced, kept their jobs secret from their families.
In fact, police and social agencies worried that it was a cover for prostitution, that the dancers would use the hall to solicit male customers. For this reason some cities passed laws requiring a policeman or social worker to chaperone the premises. Others prohibited dancers from meeting customers on the streets outside.

Of course it was possible that some women would consider pronstitution as the next step and a source of additionale income, and also men going there were probably alone and willing to give in to temptation of sex on payment, but I don’t wantto talk about this in this article

By the way, after World War II the popularity of taxi dancing began to diminish, and most of the taxi-dance halls disappeared by the 1960s.

See you soon,
alla prossima,
swing bunny.

  • Digg
  • Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • Twitter
  • RSS

Leave a Reply