La bakelite

Mi sono innamorata di un nuovo materiale vintage: la bakelite!

La bakelite è stata la prima resina completamente sintetica che sia mai stata creata, pur se preceduta dalle materie plastiche a base naturale, come la galalite, ricavata dal latte.
Termoindurente e a base di fenolo e formaldeide, è stata inventata e brevettata nel 1907 da Leo Baekeland, chimico belga emigrato negli Stati Uniti, dal quale prende il nome.
La cosa interessante è che il giorno dopo che egli depositò il brevetto, l’inglese Swinburn tentò di depositare in Gran Bretagna un brevetto del tutto simile.

E’ il primo materiale termoindurente, che, una volta fuso, raffreddato in uno stampo ed indurito, non può più essere riscaldato e rimodellato. E’ resistente alle alte temperature ed è un isolante termoelettrico, e per questo venne utilizzata per la produzione di elementi elettrotecnici, interruttori e prese elettriche, elettrodomestici, telefoni, radio, manici di pentole, lampade e una moltitudine di altri oggetti di vario tipo come orologi da tavolo, parti di automobili, giocattoli, manici delle posate, fiche per il poker, bocce per vari giochi, punte delle stecche per il biliardo e molto, molto altro ancora. La bakelite divenne quindi preso popolare come il “materiale dai 1000 usi”.

Nel1927, alla scadenza del brevetto, esso fu acquistato dalla Catalin Corporation, e la maggior parte della bakelite che abbiamo oggi sul mercato è stata prodotta proprio da questa azienda!

La crisi economica lanciò l’uso della bakelite anche nel campo più frivolo della bigiotteria: durante la Grande Depressione, infatti, molte persone non potevano più permettersi di comprare gioielli costosi, e la bakelite divenne un’opzione economica e fantasiosa.

Un’altra delle sue caratteristiche è, infatti, la disponibilità di una grande gamma di colori brillantissimi, dal bianco al marrone, dal nero al verde, al rossi, al giallo, blu, rosa, viola e ambra, anche in melange fra loro o con caratteristiche striature.

Sono nati così gioielli splendidi, in abbinamento a materiali preziosi o meno, e con forme elaborate, ottenute tramite scavo o incisione.

Sono molti gli accessori che vengono prodotti in bakelite: bracciali, orecchini, spille, collane, fibbie per cinture, decorazioni per cappelli e scarpe ecc…

La Seconda Guerra Mondiale, però, portò praticamente alla fine dell’uso della bakelite nella produzione di accessori. La Catalin Corporation, infatti, dal 1942 concentrò i suoi sforzi alla produzione bellica, perchè la leggerezza e la resistenza del materiale lo rendeva adatto anche alla costruzione di armi.
La bakelite venne così sostituita nella realizzazione di gioielli, da altri materiali plastici, come la lucite, il vinile, la fibra di vetro e l’acrilico.

La bakelite, con il tempo, può cambiare colore, ammorbidendo le sue tonalità, ma talvolta cambiando completamente colore.

Il bianco diventa giallo, il blu verde, il rosa arancio e il viola marrone. A causa di questo processo di ossidazione, è abbastanza raro trovare oggetti di bakelite in questi colori, rendendo tali oggetti rari e molto costosi.

Il tempo, comunque, non ne ha risparmiati molti in condizioni perfette, per cui è facile immaginare che le sue quotazioni siano costantemente in crescita.

E’ facile innamorarsene, ma, visti i prezzi, è abbastanza facile trovare in commercio dei falsi, quindi bisogna stare attenti.

La French Bakelite, ad esempio, non è bakelite. Può essere galalite, affascinante e altrettanto costosa. Ma anche lucite, cioè plexiglas, un materiale utilizzato ancora oggi, molto bello, ma che non ha le caratteristiche storico-estetiche della bakelite, e le cui quotazioni sono decisamente più basse. Quindi se trovate scritto F. Bakelite avrete la certezza che non si tratti di vera bakelite.

Anche le truffe o le inesperienze dei venditori stessi sono molte, quindi ecco alcuni metodi utili per riconoscerla.

Da qualche parte potrete trovare scritto di fare una prova pungendo l’oggetto con una punta di spillo arroventato. Bè non fatelo, MAI: è vero, se è bakelite non gli succederà nulla, ma se non lo è avrete rovinato un oggetto comunque d’epoca, magari e di valore storico, anche se probabilmente inferiore.

Il modo più facile è riscaldarla sfregandola tra le mani, perchè, una volta calda, sviluppa un caratteristico odore che serve ad individuarla con precisione.

Il metodo più sicuro, se possibile, è immergere l’oggetto in acqua calda: l’odore che si sprigiona è acre e pungente, piuttosto forte: è l’odore della formaldeide. La galalite, se riscaldata, dà emana odore di latte bruciato, mentre la lucite non sviluppa alcun odore.

Un altro modo per definire la bakelite in maniera inequivocabile, è il Simichrome, un prodotto tedesco per lucidare. Sfregandone un po’ sull’oggetto da esaminare, il cotone utilizzato allo scopo diventa giallo. Naturalmente l’oggetto non si rovina, ma va pulito bene da ogni residuo di prodotto.

Alla prossima,
swing bunny.

P.S. Most of the information on bakelite were taken from wikipedia and Temperamental blog, and translated in italian, so, please, english readers (if there is one ;-) ), go read there!

Tags:

  • Digg
  • Del.icio.us
  • StumbleUpon
  • Reddit
  • Twitter
  • RSS

Leave a Reply