La Celluloide

La bakelite non era l’unica plastica creata all’epoca ed utilizzata per la creazione di monili e gioielli.

Durante il 19° secolo, infatti, molti scienziati facevano esperimenti con le plastiche sintetiche, materiali innovativi, che avrebbero dovuto sostituirne altri molto costosi e di difficile reperibilità, come il corno, l’avorio e la tartaruga.

La celluloide o avorio francese fu la prima termoplastica inventata al mondo, ossia un tipo di plastica che poteva essere modellata a caldo e che manteneva la sua forma una volta raffreddata. Il suo inventore, l’americano John Wesley Hyatt, prese un precedente brevetto e si mise a lavoraci sopra con suo fratello,  nella speranza di trovare un sostituto artificiale dell’avorio, da utilizzare per la produzione di palle da biliardo e vincere il premio di 10.000 dollari messo in palio da una ditta che le fabbricava. Nel 1868, il loro lavoro li portò alla creazone di quella che chiamarono celluloide.

I due fratelli non vinsero il premio, ma questa nuova plastica, chiamata anche “Ivorine”, entrò presto in produzione sia in Europa che in Asia, e venne usata pee produrre vari oggetti, nonostante la sua altà infiammabilità!

Nel 1887 il pastore episcopaliano Hannibal Williston Goodwin, ne brevettò l’impiego come supporto per le pellicole fotografiche: si trattò di una rivoluzione nel campo della fotografia e rese possibile la nascita della cinematografia.

Durante il periodo Art Decò, venne molto usata per produrre gioielli, pettini e ornamenti per capelli, spille, bottoni, fibbie per cinture e molto altro. Sul mercato se ne trovano ancora, specialmente spille modellate a forma di fiori, uccelli e animali. Tra i più popolari c’erano spille a forma di cane, in special modo i terrier!

La celluloide è più leggera e più fina della bakelite, meno costosa da produrre, ma si poteva rompere più facilmente oltre a poter prendere fuoco completamente se riscaldata. E’ quindi sempre consigliabile tenerla lontana da fonti di calore e dalla luce diretta del sole. Inoltre può macchiarsi, ingiallire o sbiadire.
La formula venne rivista e migliorata nel 1927: alla nuova celluloide venne dato il nome di Lumarite (lumarith), e non era più così infiammabile (il suo punto debole è un altro: l’acqua!).

Si può trovare in diverse colorazioni, ma è per lo più color avorio, bianco o crema, anche se poteva venir prodotta in tartaruga, verde, dorato, rosso, nero, blu, e molte sfumature trasparenti.

A volte monili realizzati in celluloide color crema, potevano essere colorati per dargli quel tocco in più!

Negli anni ’50 molti dei gioielli in celluloide venivano prodotti in Giappone. In alcuni potevano essere inseriti dei brillantini, altri erano modellati/intagliati con dei fiori.

Vi sono vari test che si possono fare per stabilire l’autenticità del materiale. Riscaldata in acqua calda per 30 secondi, la celluloide emanerà un odore di canfora, leggermente acetato.

Mai cercare di tirare fuori il suo tipico odore con qualcosa di più caldo: il materiale, come abbiamo già detto, è altamente infiammabile e potreste rovinare un oggetto d’epoca o distruggerlo completamente!!

Gli oggetti in celluloide sono abbastanza delicati e possono essere danneggiati da un’eccessiva umidità, da agenti chimici e dalle alte temperature quindi, se avete un accessorio in celluloide state molto attenti e, soprattutto, trattatelo con cura!!

During the 19th century many scientists were experimenting with synthetic plastics in order to replace the expensive natural plastics such as horn, ivory, and tortoiseshell. Celluloid was the world’s first thermoplastic, which meant it could be moulded under heat and retained its shape once cooled. It was invented by John Wesley Hyatt in 1868 to simulate ivory which was in short supply and needed for such items as billiard balls.

Soon the new plastic was being produced all over Europe and Asia, much to the relief of millions of elephants, tortoises and horned animals! It was also known “Ivorine” or “French Ivory”.

One of the earliest uses was famously for movie and photographic film. Soon it was used for pretty much anything. It was very popular during the Art Deco period for vintage jewelry, dolls, hair ornaments and combs, dressing table sets, hat pins, buckles and buttons, frames for pictures and mirrors, toys, novelty charms, knife handles and other utensils.

Many pieces survive, especially little brooches in the form of flowers, birds and animals. Dog brooches, especially terriers were very popular. The later non-flammable form found even more uses in radio knobs, telephones, all kinds of novelties and loud costume jewellery. A non flammable formula (cellulose acetate), was introduced in 1927 by the Celluloid Corporation under the trade name “Lumarith”.

French Ivory or Ivorine was lighter and thinner than the bakelite which followed, and was inexpensive to produce but it could crack or burn up completely when heated. So it’s always advisable to keep items away from heat and sunlight. Other damage can be stains, fading and yellowing. It is slightly flexible (don’t try bending it!) and can smell or taste slightly of camphor. Colours included ivory, tortoise shell, green, gold, red, black, blue, and many transparent shades. It was forced into rods, or sliced into sheets, so often pieces are seen with different coloured layers.

How to Identify Celluloid:

It is a lightweight plastic, many times a cream color. Sometimes the cream celluloid is painted to add color, though.


In the 1950s, a lot of celluloid jewelry was manufactured in Japan. Celluloid can be quite distinctive looking, many times with rhinestones embedded into the jewelry or molded/carved into floral designs.

Hold your celluloid jewelry under hot water for 30 seconds. Now, put it up to your nose and smell it. You should smell a camphor or vinegar-like scent.

Needle Test: There is a test where you can apply a hot needle to celluloid to bring the camphor-vinegar smell out. Celluloid is FLAMMABLE so I would NEVER recommend this test!

Celluloid jewelry can also be damaged by moisture, extreme temperatures, and chemicals, so be careful with your vintage celluloid!!

See you soon,
alla prossima,
swing bunny.

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