Late 30′s fashion

Visto che a Roma si stanno cominciando a vedere eventi con dress code a tema, ne approfitto per dare un po’ di informazioni sulla moda dei vari periodi storici che mi interessano, e lo faccio con un catalogo alla mano: “Fashionable Clothing from the sears catalogs – late 1930′s”.

Gli anni ’30 in America, sono quelli della Grande Depressione! La disoccupazione dilaga e lo stipendio medio di un impiegato si aggira sui 1.400 dollari l’anno. Il sogno americano si è trasormato in un incubo e si fa quel che si può per tener alto il morale, come danzare al suono della musica delle grandi orchestre, per evadere dalla quotidianità!

Il catalogo sears dell’autunno del 1930 già ammoniva dalle prime pagine: “Lo spirito di oggi è la parsimonia, spendere sconsideratamente è una cosa che appartiene al passato”.
E visto che la moda proveninete da Parigi era una cosa che solo i ricchissimi possono permettersi, cominciano ad affermarsi molti stilisti americani.

A dettare le tendenze della moda del tempo sono attrici come Greta Garbo e Bette Davis, bellissime, austere ed eleganti.

Le zip sostituiscono i bottoni, troppo cari, e le lunghezze dei vestiti variano a seconda dell’orario: a metà polpaccio per il giorno e lunghi per la sera. Lo stile da maschietto degli anni ’20, viene totalmente abbandonato in favore di uno più femminile: il punto vita dei vestiti torna ad essere posizionato laddove è il punto vita naturale della donna, e la scollatura si abbassa e viene spesso sottolineata da inserti e pannelli di tessuto a contrasto.
Le spalle si allargano e vengono accentuate da spalline imbottite o maniche a palloncino. Le gonne sono ampie, a formare morbide pieghe, mentre gli abiti da sera hanno un lungo strascico, che li rende più formali. Anche le pellicce sono molto di moda nell’abbigliamento serale, ma l’accessiorio immancabile è il cappellino, indossato facendolo scivolare da un lato della testa.

Per quanto riguarda gli uomini, la formalità viene abbandonata per far posto ad uno stile più comodo: i pantaloni sono a vita alta con la cintura ampia, e il gilet del completo viene sostituito dal gilet in maglia.
I vestiti a doppio petto, come i Windsor o i Kent, divennero molto popolari, grazie anche ad attori come Clark Gable, Cary Grant e Fred Astaire, che li indossano sul grande schermo.

Molto di moda sono anche il cosiddetto “Palm Beach Suit”, e lo “Zoot Suit”, quello dei gangster per intenderci, con le spalle molto ampie e la vita stretta e cravatte vistose e colorate a complemento!

Qualsiasi fosse il completo scelto, però, non mancava mai il cappello, magari un bel Fedora!

Le casalinghe degli anni ’30, rattoppavano e rammendavano i vestiti prima di sostituirli, e sul mercato vengono introdotti tessuti leggeri, e di facile manutenzione, naturalmente più economici!
Il cotone è usato quasi esclusivamente per i vestiti da lavoro, e gli stilisti cominciano ad utilizzare nuovi materiali come il rayon, semplice da usare, economico, ma con caratteristiche che lo portavano a somigliare molto alla più pregiata seta!

Ma come accade spesso durante le epoche caratterizzate da gravi difficoltà economiche, gli anni ’30 portarono in America anche grossi cambiamenti socio-culturali. Le donne, infatti, per far quadrare il bilancio familiare, sono costrette ad uscire dal loro ruolo di casalinghe e trovare un lavoro al di fuori delle mura domestiche, guadagnando così, in parte, la propria emancipazione sociale! Il lavoro, inoltre, le porta ad indossare capi più pratici, come i pantaloni, prima riservati quasi esclusivamente agli uomini.

Questo periodo è anche conosciuto come un periodo di grandi cambiamenti per i diritti dei neri americani, visto anche l’impegno della first lady Eleonor Roosvelt sulla questione.

Alla prossima,
swing bunny.

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